di Rachele Malavasi, etologa e referente scientifico SEE.

Il dibattito circa gli effetti dell’uso dell’imboccatura è uno fra i piú accesi in ambito equestre. La scienza dice la sua attraverso ricerche obiettive, che possono aiutarci a scegliere per il benessere del nostro amico cavallo senza lasciarci influenzare da una o l’altra corrente di pensiero.


Senz’altro, gli effetti dell’imboccatura variano in funzione della pressione utilizzata. Nelle discipline con contatto come il dressage, numerosi studi hanno rilevato una pressione media variabile fra i 14 ed i 60 Newton per ciascuna mano utilizzata1,2,3. Per capirci, 60 N corrispondono alla forza necessaria per tenere sulla propria mano un peso di 3kg (tre confezioni di zucchero, per esempio). Facciamo gli ottimisti e diciamo di essere in grado di applicare il valore piú basso del range, 14 N, per cui ogni nostra mano esercita in media una pressione di circa 700 gr sulla bocca del cavallo, un po’ piú della forza necessaria per sostenere una bottiglietta da mezzo litro d’acqua. Sembrerebbe un valore accettabile... Eppure una ricerca recente4 arriva a conclusioni differenti. I ricercatori hanno testato quanta pressione i cavalli accettavano volontariamente: dovevano spingere la propria bocca aperta in avanti su una barra orizzontale fino ad una certa pressione per ottenere un premio in cibo. La pressione piú forte applicata dai cavalli in media é stata di circa 10 N. Se peró il cibo veniva somministrato solo se si accettava di subire questa pressione, i cavalli iniziavano a mostrare comportamenti conflittuali, come lo scuotere la testa e il restare nel box pur di non partecipare al test. La pressione accettabile, alla quale non venivano esibiti comportamenti conflittuali anche su test ripetuti, era di 6 N. Poiché il valore medio piú basso di pressione nelle discipline con contatto é di 14 N, vediamo che vengono superati abbondantemente sia i 6 N ritenuti accettabili che i 10 N che scatenano comportamenti conflittuali.
Bennett imboccature fluorescenza vedi OverviewCosa succede nella bocca del cavallo quando indossa l’imboccatura? Studi in fluorescenza e radiografici5,6,7 hanno rilevato la posizione di diversi tipi di filetto (semplice, snodato e a ponte) in funzione della tensione delle redini. In figura, la prima immagine si riferisce alla posizione del filetto semplice con bassa tensione delle redini e mostra come il cannone vada a premere sul palato; nell’ultima immagine, la pressione é maggiore e il cannone si sposta in avanti, ma la lingua viene drasticamente schiacciata; l’immagine centrale si riferisce ad un filetto con snodo, che diminuisce la pressione sulle barre e sul palato, ma schiaccia completamente la lingua. Piuttosto che continuare ad esercitare un effetto schiaccianoce, la tensione porta il filetto semplice a ruotare in avanti e in basso rispetto al palato liberandolo dalla pressione, ma schiacciando la lingua ventralmente. Secondo alcuni autori delle suddette ricerche, il tentativo di alleviare la pressione sul palato e all’origine del ”riflesso di opposizione” (che proprio non dovrebbe essere chiamato riflesso perché e tutt’altro che automatico!). Il supposto ”conforto” di cui alcuni istruttori parlano quando il cavallo spinge sull’imboccatura é quindi solo la ricerca di togliere il dolore dal palato, portandolo peró alla lingua, dove certo non fa meno male: sotto una eccessiva pressione dell’imboccatura sulla lingua, il cavallo cerca di spostare la lingua sopra ad essa, causando anche piú dolore della pressione sul palato.

Quindi il dolore provocato dall’imboccatura non puó essere evitato (o sul palato, o sulla lingua), ma solo in parte diminuito. Una via di fuga puó essere quella di spostare ventralmente la lingua, in modo da ridurre la superficie sottoposta a pressione. Ma cosa puó comportare questo spostamento? Innanzitutto, una diminuzione della possibilitá di inghiottire la saliva, che tra l’altro viene prodotta in maggiore quantitá proprio a causa della presenza dell’imboccatura8. Poi, lo spostamento della lingua in posizione ventrale puó diminuire l’afflusso d’aria ai polmoni, per cui qualsiasi attivitá sotto sforzo dovrebbe essere evitata. Cosa potrebbe accadere altrimenti? Un ridotto afflusso d’aria durante un esercizio intenso determina una pressione intrapleurica eccessivamente negativa, cioé i muscoli del torace si espandono per chiedere aria, mai polmoni non li seguono abbastanza perché non sono pieni. L’eccesso di pressione negativa a sua volta incrementa il ritorno venoso al cuore e la pressione nei capillari dei polmoni aumenta9,10. Questa catena di eventi é ritenuta una causa delle emorragie polmonari da sforzo11, un fenomeno solo dal 2014 sappiamo che colpisce molti piú cavalli di quanti si pensasse ed indipendentemente dalla razza: analisi endoscopiche dimostrano che ne sono affetti ben il 50-70% dei cavalli impegnati in attivitá prolungate, di cui solo il 10% mostra epistassi, cioé sanguina dal naso rendendo evidente il fenomeno (soprattutto sanguinano i Quarterhorse, purosangue e trottatori, per questo si pensava che l’emorragia polmonare da sforzo affliggesse solo queste razze). Comunque, c’é ancora poco consenso sulle vere cause scatenanti queste emorragie e sono necessari ulteriori studi10.

Un altro potenziale danno che puó essere provocato dall’uso dell’imboccatura in condizioni di sforzo intenso è dato dalla dislocazione dorsale del palato molle. Anche in questo caso, i pareri sono discordanti e non c’è consenso. La dislocazione dorsale del palato molle consiste nello spostamento dell’epiglottide in posizione dorsale, causando un’ostruzione della faringe. Per liberarla, il cavallo deve rallentare drasticamente, deglutire e quindi puó riprendere l’attivitá, ma la patologia puó diventare anche cronica e quindi non è piú possibile sopportare alcuno sforzo prolungato. É stato ipotizzato che l’uso dell’imboccatura possa favorire il dislocamento. Infatti, prima di iniziare un’attivitá intensa, il cavallo serra le labbra e deglutisce, rendendo la bocca una camera a pressione negativa. L’imboccatura porta il cavallo ad aprire le labbra causando, in velocitá, un ingresso troppo veloce di aria nella camera boccale, che spinge come un pugno sul palato causandone la dislocazione.

A parte i danni potenziali provocati dallo spostamento ventrale della lingua e in condizione di sforzo, che speriamo non colpiscano anche i cavalli non impegnati in attivitá agonistiche, l’imboccatura è causa di ulcere alle commessure labiali, sulle barre e di erosione dei denti in moltissime attivitá ludiche12,13. L’imboccatura puó portare dolorosissimi danni al nervo trigemino: tutte le testiere, se mal messe, possono provocare pressioni in punti sbagliati e danneggiare questo nervo, ma nel caso dell’imboccatura il rischio è particolarmente elevato. Il trigemino emerge proprio in corrispondenza delle barre (vedi figura sotto), coperte da soli 3 mm di mucosa: la pressione eccessiva puó essere causa di aneurismi locali, in cui le pulsazioni continue dell’arteria danneggiata causano microtraumi compressivi al nervo. Queste lesioni provocano dolorosissime scosse elettriche alla testa, evidenti nei continui scuotimenti del capo di alcuni sfortunati cavalli. Il morso in particolare tende ad erodere la mucosa e danneggiare il nervo piuttosto velocemente.

16. Innervazione testa
Fa riflettere la diffusa credenza che ”il cavallo che mastica accetta l’imboccatura”, supportata dalla FEI che ricerca un leggero masticamento da parte del cavallo nelle discipline agonistiche. In effetti, il cavallo che mastica l’imboccatura non ha retratto la lingua né l’ha portata sopra all’imboccatura per evitarne la pressione, quindi potenzialmente ne sta ”accettando” la pressione. Ciononostante, un cavallo che sta facendo dell’attivitá fisica intensa non dovrebbe attivare le sue funzioni digestive, cosa che invece accade durante la masticazione, anche a vuoto. Brevi galoppate o trottate non sono incompatibili con la produzione di succhi gastrici, ma la loro produzione associata ad un esercizio prolungato puó portare al riversamento dei succhi verso la parte superiore dello stomaco, poco protetta, a causa della prolungata contrazione dei muscoli addominali. Non è un caso che sviluppino ulcere l’81–93% dei cavalli impiegati nelle corse (che mantengono uno sforzo intenso per un periodo estremamente prolungato) ed il 58%–66% di quelli impiegati nel salto o nel dressage14,15,16.

Ma cosa succede quando si monta senza imboccatura? Alcuni (ancora pochi) studi hanno confrontato ill comportamento di cavalli montati con e senza l’imboccatura. Ne sono risultate performance migliori e maggiore attenzione alle richieste17 (in conformitá con quanto espresso dai giudici nei cambi di andatura), minori comportamenti conflittuali durante i primi approcci ai finimenti e risposte piú rapide allo stop18. Purtroppo ci sono ad oggi pochissimi studi sul disagio fisico che i cavalli possono provare indossando testiere bitless, e nessuno relativo agli hackamore “Parelli” (quelli in corda, per intenderci), che vengono diffusamente utilizzati sia nella natural horsemanship che in approcci piú etici. Certo che il fatto che i cavalli montati senza imboccatura mostrino meno comportamenti conflittuali e rispondano con piú serenitá alle richieste, ci fa pensare che abbiano quantomeno minor disagio fisico. A voi la scelta!

Bibliografia

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  2. Clayton HM, Singleton WH, Lanovaz JL, Cloud GL. 2003. Measurement of rein tension during horseback riding using strain-gauge transducers. Experimental Techniques, 27: 34–36.
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  7. Bennett DG. 2005. Bits, Bridles and Accessories. In: Baker GJ and Easley J, ed. Equine Dentistry 2nd ed. London/New York: Saunders/Elsevier Limited; pag. 9-22.
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  9. Deepika K, Barrocas QM, Fonseca JJ, Bikasi GB. 1997. Negative pressure pulmonary edema after acute upper airway obstruction. J Clin Anaesth, 9: 403-408.
  10. Hinchcliff KW, Couetil LL, Knight PK, Morley PS, Robinson NE, Sweeney CR, van Erck E. 2015. Exercise induced pulmonary hemorrhage in horses: American College Of Veterinary Internal Medicine consensus statement. J Vet Intern Med, 29(3): 743-58.
  11. Cook WR. 2014. An endoscopic test for bit‐induced nasopharyngeal asphyxia as a cause of exercise‐induced pulmonary haemorrhage in the horse. Equine Vet J, 46(2):256-257.
  12. Tell A, Egenvall A, Lundström T, Wattle O. 2008. The prevalence of oral ulceration in Swedish horses when ridden with bit and bridle and when unridden. Vet J, 178405–410.
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  14. Mitchell RD. 2003. Ulcers in performance horses a widespread problem. Horse Sport, pp. 20–21.
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  16. Lorenzo-Figueras M, Merritt AM. 2002. Effects of exercise on gastric volume and pH in the proximal portion of the stomach of horses. Am J Vet Res, 63: 1481–1487.
  17. Cook WR, Mills DS. 2009. Preliminary study of jointed snaffle vs. crossunder bitless bridles: Quantified comparison of behaviour in four horses. Equine Vet J, 41(8): 827-830.
  18. Quick JS, Warren-Smith AK. 2009. Preliminary investigations of horses'(Equus caballus) responses to different bridles during foundation training. J Vet Behav, 4(4): 169-176.

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