Quante volte durante un'escursione hai visto strattonare le redini, spesso anche attaccate ad un'imboccatura, per evitare che il cavallo si fermi a mangiare l'erba? Ogni volta che il malcapitato abbassa la testa verso un ciuffo prelibato ecco che arriva puntualmente lo strattone da parte dell'umano impaziente di procedere a passo spedito.

di Andrea Montagnani, Formatore Nazionale di Equitazione Etica

Ti è mai capitato di sentir pronunciare la tipica frase: "adesso gli do una bella strattonata così impara a non tirare sulle redini!"?
Nulla di più inefficace, oltre che riprovevole. Prescindendo dall'assunto che l'escursione debba essere un momento piacevole per entrambe le parti del binomio, in grado di soddisfare le motivazioni e aspirazioni sia dell'umano che dell'equino che insieme devono trovare il punto di incontro per vivere con la massima soddisfazione reciproca l'esperienza, per meglio comprendere perché la tecnica del "tirar via" nella speranza di inibire un comportamento è totalmente inefficace, vorrei partire da una considerazione.

erba discesaPer il cavallo è del tutto naturale brucare mentre si sposta e questo comportamento nasce proprio dalla sua natura nomade. Aggiungiamoci che spesso - e correttamente - mangia solo fieno, il prato verde che incontra in questa stagione uscendo dal paddock, diviene inevitabilmente per lui davvero irresistibile.
Per noi umani invece, abili raccoglitori, nell'escursione è appagante, ad esempio, osservare il paesaggio tutto intorno e rimanere stupiti dai colori, dalle immagini e dai suoni della natura circostante.
Detto ciò, come ti sentiresti se ogni volta che foste immersi nella natura e attirati da una visione suggestiva qualcuno ti bendasse puntualmente gli occhi? Di certo vedresti crescere in te, inibizione dopo inibizione, il desiderio di osservare il mondo strappando via quella fastidiosa benda!
Nella mente del cavallo, ogni volta che gli impediamo di brucare o limitiamo tale attività a troppo brevi istanti, in lui crescerà sempre di più il desiderio e l'aspettativa e sarà dunque portato a cercare di brucare con maggior frequenza e insistenza, restando completamente focalizzato su quel desiderio che si fa ad ogni passo più vivo, alimentato dalla privazione; continuando a tirare le redini con intento inibitorio avremo ottenuto così esattamente l'effetto contrario, incentivando la sua aspettativa!
Questa infatti cresce proporzionalmente alle continue inibizioni. Anche tu conosci molto bene per esperienza personale il meccanismo di questo processo che sperimenti sulla tua pelle ogni volta che desideri qualcosa e ti è impedito di ottenerlo (la pubblicità che ci tempesta in tv o radio o web si fonda proprio su questo principio). Perché dovrebbe essere diverso per il nostro partner equino?

Compreso il funzionamento del meccanismo, resta la domanda: come posso evitare le continue richieste di fermarsi per brucare da parte del cavallo durante un'escursione?
Premesso che personalmente non credo nell'approccio della somministrazione di una tecnica solutiva di un comportamento di un equino che viene percepito come un problema da parte dell'umano, in questo caso, come in tutti i casi che si vogliano prendere in considerazione, il punto resta sempre lo stesso: la relazione. Come c'entra la relazione in questo caso? Fa parte della relazione conoscere, comprendere e rispettare le motivazioni dell'altro e cercare dei punti a comune per vivere al meglio l'esperienza.
Vuoi degli esempi pratici? Prova a farlo pascolare per una mezz'ora prima di partire; se bruca camminando lascialo fare, vedrai che quando il percorso si farà più impegnativo risparmierà le energie; se si ferma, invece di chiedergli subito di andare, aspetta qualche istante in più, giusto il tempo che si riempia bene la bocca, quello sarà il momento meno fastidioso per lui per assecondare la richiesta di procedere; fagli capire che ad intervalli regolari avrà la possibilità di fermarsi insieme al resto del gruppo per brucare in libertà, sarà così più propenso a muoversi e a raggiungere il luogo della sosta successiva, senza insistere nel mangiare durante il tragitto, che magari prevederà anche tratti al trotto; crea, su percorsi a lui noti, punti sosta dove poter brucare.

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Aggiungerei inoltre, e questo come consiglio personale, di vivere i momenti dell'escursione, o semplice passeggiata che sia, davvero INSIEME al nostro compagno equino, lasciandoci dietro le spalle la fretta e lo stress e restando consapevoli che la motivazione esplorativa e quella perlustrativa sono nelle corde sia della specie umana che di quella equina e che le escursioni, gratificando entrambe tali motivazioni, portano benessere alla coppia. Perché non cogliere questa opportunità e farne un'occasione di gustare a fondo ogni passo e non solo l'idea del punto di arrivo?

Le Escursioni Etiche sono anche questo.
Se vuoi saperne di più http://www.equitazioneetica.it/index.php/it/equitazioneetica/escursioni-etiche

Andrea Montagnani

Articoli

Stereotipie e Dopamina

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di Andrea Montagnani, Formatore Nazionale di Equitazione Etica

Nell'arco della mia vita in molte occasioni durante i corsi di formazione o stage con istruttori di equitazione ho sentito spesso usare la frase "relazione con il cavallo" con significati molto diversi ma, se dovessi ricordarne uno, farei fatica.

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Controllo del cavallo versus sviluppo del suo autocontrollo

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L'educazione nasce dalla Relazione Quotidiana

Allargare il piano delle conoscenze, impostare stili e abitudini, strutturare il carattere del puledro nelle sue risposte emozionali, rafforzare la memoria e le capacità cognitive, impostare un profilo fiducioso, calmo, aperto al mondo sono alcuni degli obiettivi che si possono raggiungere attraverso una corretta educazione.

di Andrea Montagnani, Formatore Nazionale di Equitazione Etica

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Il cavallo è "imbrancato"? ...e menomale!

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Scarichiamo bene il cavallo alla longia prima di montarlo!

Visitando diversi centri mi capita ancor oggi di ascoltare discorsi sui cavalli del tipo "Devo farlo un po' stancare prima di montarlo, così si scarica un po'!" oppure "Lo metto in circolo così lo faccio sfogare", o ancora "Lo mando un po' in riserva perché è troppo carico".
I cavalli non sono pentole a pressione che vanno sfogate prima di essere aperte!

di Andrea Montagnani, Formatore Nazionale di Equitazione Etica

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Dominanza? No, grazie!

Il mondo dei cavalli è fatto di collaborazione, non di ubbidienza e tanto meno di scale gerarchiche e abitudini da caserma.
Le parole dominanza, gerarchia, comandi, rispetto, sottomissione hanno a che fare più con le proiezioni antropocentriche che non con le effettive logiche relazionali proprie della specie equina.

di Andrea Montagnani, Formatore Nazionale di Equitazione Etica

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L'educazione fisica del cavallo da un nuovo punto di vista

Educazione fisica significa in primo luogo conoscenza del proprio corpo.
Per il cavallo conoscere il proprio corpo vuol dire, da un lato, averne consapevolezza, dall'altro, sapere come muoverlo nello spazio con competenza e quindi possedere ampi schemi di movimenti che risultino familiari ed esprimibili in modo corretto, con precisione e destrezza.

di Andrea Montagnani, Formatore Nazionale di Equitazione Etica

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La Socializzazione primaria e secondaria

Il cavallo, per retaggio filogenetico, è un animale fortemente sociale ma deve sviluppare abilità e capacità che gli consentano di riconoscere come partner sociali sia gli altri cavalli (socializzazione primaria), sia noi umani (socializzazione secondaria) e imparare a interagire con loro con competenza.

di Andrea Montagnani, Formatore Nazionale di Equitazione Etica

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CAVALLI=PREDE E UMANI=PREDATORI?

Facciamo un po' di chiarezza su questo tema.
Quante volte hai sentito dire da istruttori e appassionati di cavalli che il cavallo è una Preda e noi siamo dei Predatori? Oppure il cavallo istintivamente ci teme perché ci vede come un predatore, odoriamo da predatori (specie se mangiamo carne) e abbiamo gli occhi frontali come i predatori?

di Andrea Montagnani, Formatore Nazionale di Equitazione Etica

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PERCHÉ NON UTILIZZIAMO L’IMBOCCATURA DURANTE UN'ESCURSIONE

La capezza con la sua longhina sono prima di tutto uno strumento di sicurezza per il cavallo ogni volta che ci si debba spostare insieme, sia all'interno dei centri equestri che in prossimità di strade, centri urbani o zone affollate, perché spesso, negli ambienti antropizzati (e di conseguenza non consoni alla natura degli equini), basta veramente poco per rischiare di coinvolgere il cavallo in un incidente mettendo a rischio persino la propria vita e quella altrui.

di Andrea Montagnani, Formatore Nazionale di Equitazione Etica

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SMETTI DI BRUCARE!!!

Quante volte durante un'escursione hai visto strattonare le redini, spesso anche attaccate ad un'imboccatura, per evitare che il cavallo si fermi a mangiare l'erba? Ogni volta che il malcapitato abbassa la testa verso un ciuffo prelibato ecco che arriva puntualmente lo strattone da parte dell'umano impaziente di procedere a passo spedito.

di Andrea Montagnani, Formatore Nazionale di Equitazione Etica

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Convegno “La relazione millenaria uomo-cavallo fra passato e futuro"

21 marzo 2016 - Università Cattolica di Milano
Successo del convegno incentrato sul futuro dell’equitazionetotalmente i posti dell’aula Magna della Cattolica di Milano. Tra i tredici relatori invitati dall’organizzazione a portare il proprio punto di vista, ben due esponenti della Scuola di Equitazione Etica (SEE) che ha la sua sede italiana a Moncigoli di Fivizzano: il responsabile nazionale della SEE Andrea Montagnani e la referente scientifica della scuola, l’etologa ricercatrice internazionale Rachele Malavasi.

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Il cavallo iperattivo

Ci sono cavalli che proprio non riescono a stare fermi vicino all'umano: saltano addosso, corrono all'impazzata, tirano alla corda e, perfino quando sono esausti, non si fermano perché la loro mente proprio non è in grado di tranquillizzarsi e fermarsi un attimo. 

di Andrea Montagnani, Formatore Nazionale di Equitazione Etica

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Stereotipie dei cavalli

Cosa sono le stereotipie?

Si tratta di comportamenti ossessivi compulsivi messi in atto dagli animali in modo ripetitivo e non funzionale e che non sono attuati con una finalità precisa.

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La posizione del cavaliere in discesa

Illustriamo in questo articolo la biomeccanica della posizione in discesa del cavaliere così come viene condivisa dalla Scuola di Equitazione Etica.

di Andrea Montagnani, Formatore Nazionale di Equitazione Etica

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L'Apprendimento nel Cavallo - Parte 2 - Abilitá cognitive nel giusto contesto

In questo secondo articolo della serie sull'apprendimento si parla di come il cavallo legge ed interpreta il mondo, e di come modifica i suoi comportamenti di consequenza.

di Rachele Malavasi, Etologa

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L'Apprendimento nel Cavallo - Parte 1 - Comportamentismo e cognitivismo

Due interessanti articoli per parlare di come i cavalli estraggono informazioni dal mondo e le elaborano, e del modo in cui l'equitazione ha (o NON ha) integrato queste capacitá nei suoi metodi. In questo primo articolo, le principali teorie dell'apprendimento.

di Rachele Malavasi, Etologa

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L'importanza delle emozioni nell'insegnamento

La vita emozionale del Cavallo è molto ricca e rappresenta una variabile basilare per la sua vita sociale e la sua relazione. Ma allora come si può insegnare al cavallo attraverso le emozioni positive?

di Andrea Montagnani, Formatore Nazionale di Equitazione Etica

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Una nuova chiave di lettura

Un paradigma è una chiave di lettura della realtà.

Nella storia dell'equitazione si sono succeduti tre paradigmi fondamentali. Il paradigma utilizzato per eccellanza nel passato è stato quello della dominanza legato alla teoria del capobranco e la sottomissione del cavallo.

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Ogni essere vivente ha necessità di comunicare per poter sopravvivere

Ogni essere vivente ha necessità di comunicare per poter sopravvivere.

Ogni momento trascorso insieme ai cavalli ci ha di certo insegnato che dobbiamo confrontarci con una comunicazione decisamente diversa da quella che abbiamo abitualmente con altre persone umane.

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Il cavallo da solo …è un cavallo triste!

“Cosa vuole di più il mio cavallo? Mangia ottimo fieno tutti i giorni, beve al suo beverino, dorme al caldo nel suo box di legno e ha a disposizione anche un paddock!" 
“Ho salvato il mio cavallo dal macello ed ora vive sereno e felice presso un maneggio ed ha ben 500 mq solo per lui. Cosa potrebbe desiderare di più?”

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Un codice etico sottoscritto dai professionisti di equitazione

L’Equitazione Etica non è per tutti, poiché non si tratta di uno sport o di una disciplina, ma è un vero e proprio stile di vita che richiede la condivisione di valori di rispetto del prossimo, di apertura verso l’altro, di accoglienza delle differenze individuali e di specie, di assenza di giudizio, di collaborazione inter ed intraspecifica, di umiltà, di disponibilità alla crescita e formazione continua.

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Memoria, riconoscimento cross-modale, comunicazione intenzionale...sono solo alcune delle strabilianti abilitá cognitive che i cavalli possiedono e che usano soprattutto per mediare le relazioni nel branco.

di Rachele Malavasi, etologa

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L'Educazione del Cavallo - Le 10 regole fondamentali

E-ducare significa letteralmente condurre fuori, in riferimento al potenziale di ognuno.
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L'importanza delle parole

Le parole sono l'espressione di un pensiero, ma è vero anche il contrario: l'uso di una parola piuttosto che un'altra può condizionare il nostro modo di pensare e, di conseguenza, di agire.

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Il compromesso della cattività

Riteniamo sia importante chiedersi spesso cosa possiamo fare, noi esseri umani, per i nostri compagni equini che, volenti o nolenti, non hanno altra possibilità di vita che insieme a noi. Siamo infatti noi a scegliere loro, imponendo le nostre decisioni in merito ad ogni aspetto della loro esistenza e il viceversa è una possibilità non contemplata nel mondo reale.

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Certificato Medico per attività sportiva

Per fare un po' di chiarezza sulle certificazioni mediche richieste per lo svolgimento di attività sportiva, riportiamo qui di seguito le principali modifiche introdotte dal c.d. Decreto del Fare.

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Il Cavallo Etico - Senso di giustizia e moralità nel mondo animale

Proponiamo la traduzione di questo famoso articolo dal titolo evocativo di "Il Cane Etico" scritto da Marc Bekoff, famoso etologo e biologo evoluzionista per soffermarci a riflettere sull'evoluzione del senso di giustizia e della moralità nelle varie specie animali. In questo contesto sarà facile, con le dovute differenze, traslare i concetti esposti per una innovativa visione della specie equina "Il Cavallo Etico".

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L'ingaggio motivazionale

Sono fermamente convinto che i comportamenti dei cavalli non siano mossi esclusivamente da stimoli esterni ma ritengo che ciò che muove il comportamento siano le motivazioni interne presenti in ogni soggetto.

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di Andrea Montagnani, Formatore Nazionale di Equitazione Etica

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