Illustriamo in questo articolo la biomeccanica della posizione in discesa del cavaliere così come viene condivisa dalla Scuola di Equitazione Etica.

di Andrea Montagnani, Formatore Nazionale di Equitazione Etica

Per affrontare l'argomento partiamo da un esempio. 

Se mettiamo uno zaino pesante sulle nostre spalle, anche se ci troviamo su un terreno in piano, la posizione che dobbiamo assumere per mantenere l'equilibrio e bilanciare il peso aggiuntivo è quella con il busto leggermente avanzato rispetto alla posizione eretta assunta naturalmente. Se infatti non usassimo questo accorgimento, finiremmo col sentirci sbilanciati all'indietro rischiando di cadere.

Per comprendere meglio questo concetto che ognuno di noi ha sperimentato, è importante fare un passo indietro e capire quando un corpo è in equilibrio. Si ha equilibrio statico di un corpo solido quando la proiezione del suo baricetro (o centro di gravità, cioè il punto in cui si immagina concentrato il peso di un corpo) lungo la linea di forza rappresentata dalla gravità (linea di forza che, passando per il baricentro, agisce perpendicolarmente al piano del terreno), cade all'interno della base di appoggio del corpo stesso. In figura l'esempio della torre di Pisa che spiega come mai essa, pur prendendo da un lato, non cada, almeno finchè la proiezione del suo baricentro sarà all'interno della base.

Va anche rilevato che l'equilibrio di un corpo è tanto più stabile quanto più il suo baricentro è basso (si pensi ai lottatori di sumo).

baricentro torre di pisa

Nel nostro primo esempio, zaino e persona sono due corpi solidi irregolari ciascuno dei quali avrà un proprio baricentro. Su una superficie piana, il baricentro dell'uomo in posizione eretta o seduto si trova all'incirca dietro l'ombelico, nel cavallo è sotto il garrese. Il sistema formato dai due corpi insieme genererà un nuovo baricentro del sistema stesso. L'equilibrio del sistema risulterà tanto più stabile quanto più i baricentri dei singoli corpi che lo compongono si trovano vicini.

L'equilibrio con lo zaino è pertanto garantito se e solo se la linea rappresentante la forza di gravità, passando dal baricentro e cadendo perpendicolarmente al piano del terreno, rimane nella base di appoggio, ossia quella delimitata dalla zona dei nostri piedi (per essere precisi, dai piedi e dal bastone in appoggio). Se in queste condizioni affrontiamo però una discesa ripida, ci si accorge immediatamente che se si piega il busto troppo in avanti si rischia di cadere a valle e quindi dobbiamo necessariamente arretrare; allo stesso modo, se si affronta una salita e lo portiamo troppo indietro si rischia di sbilanciarsi verso valle. In caso di salita si noti che le linee di gravità (in giallo) dello zaino e dell'umano (dette linee di gravità) si avvicinano fino a coincidere e che la distanza (freccia arancione) tra i 2 baricentri (croci azzurre) diminuisce aumentando di conseguenza la stabilità nell'affrontare la pendenza.

posizione umano con zaino

Insieme al cavallo, affrontando una discesa, il principio è lo stesso: noi rappresentiamo lo zaino ed il nostro baricentro si trova all'interno del nostro corpo, all'incirca all'altezza dell'ombelico; anche il cavallo ha il proprio baricentro e quando siamo in sella formiamo insieme a lui un sistema con un proprio baricentro. Nella figura sotto (Foto 2) si vedono in giallo le proiezioni dei due baricentri di umano e cavallo lungo le rispettive linee di gravità (perpendicolari al suolo la terra) e in arancione è evidenziata la linea di gravità passante per il baricentro del sistema e si può notare che essa cade all'interno della base di appoggio (zona rossa) rappresentata dai quattro arti del cavallo.

Se il cavaliere portasse il busto (e soprattutto la testa, che è una delle parti più pesanti del corpo) in avanti (Foto 1 modificata appositamente ai soli fini esplicativi) la linea di gravità risultante (linea arancione passante per il baricentro del sistema di corpi formato da cavallo e cavaliere) cadrà al di fuori della base di appoggio portando un forte squilibrio verso valle nel cavallo, squilibrio che comunque il cavallo cercherà di risolvere in qualche modo, spesso anche faticoso (impegno dei posteriori e intervento del bilanciere della bascula) spostando così il suo baricentro più indietro e di conseguenza anche quello del sistema cavallo-cavaliere. In particolare, soprattutto nel momento del raggiungimento del suolo, se il nostro busto è troppo in avanti, la linea di gravità risultante supererà di molto la base di appoggio portando così una forte instabilità al cavallo. Se inoltre sollevassimo anche il bacino avanzando, la situazione peggiorerebbe ulteriormente (poiché alzeremmo ancora di più il nostro baricentro e di conseguenza quello del sistema) senza portare alcun beneficio al cavallo, ma creando un equilibrio ancora più instabile che dovrà essere compensato da un ulteriore sforzo da parte del cavallo.

 

Posizione Cavaliere scorretta

Se, al contrario, portiamo il peso indietro (Foto 2 originale) attraverso la posizione del busto arretrata (perpendicolare alla linea dell'orizzonte del suolo) e il bacino avanti, senza cambiare posizione delle gambe, i due baricentri, quello del cavaliere e quello del cavallo, andranno ad avvicinarsi fra loro e il baricentro del sistema cavallo-cavaliere non solo sarà più vicino ai baricentri dei due singoli corpi, ma sarà anche più in basso; soprattutto la sua proiezione lungo la linea di gravità risultante (linea arancione) andrà a cadere sulla base di appoggio, portando così maggior stabilità alla struttura e minor sforzo al cavallo.

Posizione Cavaliere corretta

Foto 2 - Federico Caprilli a Rio Torto, Pinerolo - 1906

La seconda foto (Foto 2), è quella originale, che mostra Federico Caprilli all'età di 36 anni affrontare una discesa estrema in posizione perfetta, perpendicolare al suolo piatto.
Spesso in rete si vede anche questa foto sotto (nella quale sembrerebbe che il soggetto della foto non sia Caprilli) con una posizione in discesa opposta a quella della foto sopra. C'è una spiegazione che a noi convince molto del colonnello Paolo Angioni che riportiamo in fondo al nostro articolo*.

discesa caprilli

Nella foto seguente, Lino, Quadro Tecnico della Scuola di Equitazione Etica, e Pippo affrontano un argine in posizione corretta: il busto arretrato proporzionalmente alla pendenza ed il bacino spinto leggermente in avanti, in modo che il peso del busto gravi sulle prime vertebre dorsali (le più idonee a riceverlo) e i due baricentri tendano ad avvicinarsi. Inoltre, le mani in leggero contatto con la capezza lasciano l'incollatura libera e la possibilità al cavallo di guardare dove posizionare i piedi scalzi. Infine, si noti come le gambe del cavaliere non vengano spostate in avanti nell'errata convinzione che impediscano al corpo di scivolare a valle, ma i piedi sono mantenuti leggeri sulle staffe pioché tutto il peso del cavaliere è sulla seduta.

Posizione Cavaliere secondo la Scuola di Equitazione Etica

Sulla base di oltre 15 anni di escursioni e di conseguenza al ragionamento sopra esposto, questo, dal nostro punto di vista, è il modo migliore di affrontare la discesa insieme al cavallo. 

Esperti di HorseTrail come Mark Bolender (foto sotto -  https://youtu.be/fmQeNy25iTI) adottano questa posizione verticale(meglio dire perpendicolare) in perfetto equilibrio durante le loro performance ed è molto raro vederli in assetto leggero o comunque sollevati dalla sella in avanti.

posizione markBolender

La Guida di Mark Bolender riporta la seguente frase "In discesa è necessario mantenere la posizione verticale rispetto al piano del suolo (flat ground)".

Vi invitiamo a sperimentare entrambe le posizioni: vi accorgerete immediatamente della naturalezza di una rispetto all'altra. Rimane da precisare che anche la sella ha la sua importanza in tutto questo è quella americana non è la scelta migliore.



*Nota importante del Col. Paolo Angini

"L'unica fotografia di Caprilli mentre il cavallo percorre una ripida discesa (Rio Torto, Pinerolo) è quella in cui Caprilli ha il busto verticale (Foto 2). E' scattata nel 1906, quando il suo insegnamento era già definito nei particolari. Caprilli, nel primo articolo scritto di suo pugno alla fine del 1900, pubblicato dalla Rivista di Cavalleria nei numeri 1 e 2 del 1901 con il titolo «Per l'equitazione di campagna», scrive (pag. 85 del libro di Giubbilei, Caprilli, vita e scritti): nelle ripide discese «il corpo sarà mantenuto fermo e d'appiombo, e le gambe, se sarà necessario, pulseranno opportunamente e con forza crescente, finché il cavallo abbia intrapresa la discesa; ma ricordisi che ciò facendo, l'appoggio deve essere, come sempre, leggerissimo. Appena intrapresa la discesa, il cavaliere porterà il busto proporzionatamente indietro e, se il cavallo va bene, farà cessare l'azione delle gambe abbassando molto i talloni per evitare di toccare il cavallo cogli sproni, e conserverà le mani ferme e basse mantenendo un leggero appoggio sulla bocca». Scrive, al proposito di discese, queste sole parole. Nessu'altra!

Tra lo scritto di Caprilli e la fotografia del Rio Torto passano sei anni. Dal 1901 alla fine del 1907, quando morì, non c'è alcun scritto di Caprilli che corregga o integri lo scritto del 1901, neppure negli appunti che Giubbilei ha decifrato nell'inverno del 1906 e numerato dal I al XXXXIX. E non c'è altra fotografia che corregga la fotografia del 1906.

A proposito di peso ed equilibrio, nel 1940 è stato stampato a Zurigo un libro di 127 pagine con una cinquantina di disegni in parte tratti da fotografie intitolato Reiter und Pferd im Gleichgewicht, autore il capitano di cavalleria Gregor von Romaskan, tedesco, tradotto in francese nel 1948 con il titolo L'équilibre en équitation. Il libro è stato definito da Gustav Rau, colui che dirigeva gli allevamenti tedeschi e che ha rimesso in piedi l'equitazione tedesca dopo le rovine della guerra, «un libro eterno per la chiarezza dei concetti spiegati». Il libro dimostra (e non ci sarebbe neppure bisogno del libro tanto il fatto è evidente) che il cavallo con sul dorso il peso del cavaliere è in equilibrio o è aiutato a mantenere il proprio equilibrio quando la perpendicolare del baricentro del cavaliere cade all'interno della base di appoggio costituita dai quattro arti.

La fotografia di Caprilli (Foto 2) è giusta, perché il busto non è davanti al limite anteriore della base di appoggio. Se lo fosse, il cavallo sarebbe squilibrato in avanti."

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