La vita emozionale del Cavallo è molto ricca e rappresenta una variabile basilare per la sua vita sociale e la sua relazione. Ma allora come si può insegnare al cavallo attraverso le emozioni positive?

di Andrea Montagnani, Formatore Nazionale di Equitazione Etica

Le emozioni nel Cavallo spaziano dalla positività dell’entusiasmo e del piacere alla negatività della paura e della rabbia.

Un cavallo con un carattere emozionale positivo vivrà le situazioni nuove e la presenza di altri cavalli o degli umani come un’opportunità perché le sue predisposizioni prevalenti saranno improntate sulla fiducia e sulla ricerca di opportunità di crescita. Al contrario un soggetto propenso alle emozioni negative farà molta fatica nelle nuove situazioni, perché ovunque vedrà minacce e rischi rispondendo con la diffidenza della paura o della rabbia.

Per questo è molto importante favorire nel cavallo sviluppo di un carattere emozionale positivo e lo si può fare impostando situazioni di gioco, trasformando il suo mondo in un campo ricco di opportunità. Si deve quindi evitare l’insorgenza di emozioni negative e azioni che provochino in lui dolore, paura e frustrazione, aiutandolo invece a vivere nuove esperienze con la nostra presenza rassicurante (ruolo di Guida Sicura). L'intervento sulle emozioni rappresenta perciò un momento cruciale nell’educazione del cavallo.

Emozioni e relazione
Le emozioni danno luogo a risposte fisiologiche molto caratterizzate: per esempio la paura accelera il battito cardiaco, la collera accresce la produzione gastrica mentre l’angoscia la diminuisce. Ma quello che più risalta agli occhi è la risposta espressiva che le emozioni producono. Ogni emozione presenta infatti comportamente tipici: pertanto è facile riconoscere nel nostro cavallo la gioia rispetto all'apatia, la confidenza rispetto al timore, la rabbia rispetto all’entusiasmo. Questo significa che la vita emozionale del nostro cavallo rappresenta la fonte più importante di segnali da cui ricavare il suo stato e ha un ruolo centrale nella comunicazione. Il cavallo nell’essere emozionato comunica le sue disposizioni ed è fondamentale saper interpretare questo linguaggio del corpo, per cui le emozioni rappresentano il cuore stesso della relazione (cit: Marchesini). Imparare a riconoscere lo stato emozionale del cavallo e rispettare quello che sta vivendo aiuta a trovare il modo giusto per affrontare una specifica situazione.

Superare le paure
La paura è un’emozione molto forte con la quale si deve saper fare i conti. Se il cavallo presenta timore o addirittura manifesta uno stato di paura per una certa particolare situazione non bisogna forzarlo, ma costruire un percorso di riposizionamento emozionale che agisca su più fronti, ancora prima di concentrarsi esclusivamente sul comportamento voluto. 
Un buon percorso potrebbe essere per esempio:

~ aiutarlo ad aver fiducia in sé con piccoli esercizi di autoefficacia, come risolvere alcuni problemi e ricevere una forte gratificazione appena arriva alla soluzione;

~ aumentare il suo interesse per il mondo esterno attraverso attività che gli facciano scoprire nel quotidiano delle sorprese piacevoli in modo da ridurre lo stato di allerta;

~ defocalizzare la sua attenzione dagli eventi problematici spostandola su un oggetto oppure su di noi o su un nostro gesto che verrà poi utilizzato nelle situazioni critiche come elemento su cui concentrarsi;

~ desensibilizzare, agendo in modo complessivo sull’intensità del problema (per esempio, se la paura è un trattore, facciamolo allontanare e poi gradualmente riavvicinare);

~ desensibilizzare, scomponendo il problema in piccoli problemi ciascuno affrontabile con successo per poi ricomporre in modo graduale;

~ assumere noi stessi un atteggiamento rilassato e non preoccupato rispetto allo stato di paura manifestato dal cavallo.

Marcatura emozionale
Le emozioni provate in una certa situazione sono predominanti nel ricordo di un oggetto o di una situazione: il cavallo ancor prima di ricordare il significato di un oggetto o di un evento è mosso dall’emozione che ha caratterizzato il suo primo incontro con quel contesto.

Che sia il trailer oppure la sella, la capezza o il sottopancia, l’incontro con l'umano o con un altro animale, prima di dar seguito all’esperienza è meglio operare una marcatura positiva del contesto.

Vediamo un esempio.

Il trailer
Prima di mettere un puledro in un van o trailer e partire è buona norma far precedere diversi momenti in cui il cavallo possa esaminarlo ritrovandovi nelle vicinanze o all'interno, del mangime e solo in un secondo momento, meglio se i giorni seguenti, ripetere l’operazione e quindi iniziare a farlo salire e scendere. Così facendo il puledro entrerà con le migliori disposizioni per affrontare l’esperienza. Una volta entrato si dovrà procedere costruendo il suo autocontrollo nel rimanere fermo e chiuso per un tempo sempre più lungo (operazione da ripetere ancora nei giorni sucessivi). Raggiunta la calma nel rimanere all'interno si procederà a piccoli spostamenti per permettergli di prendere confidenza con nuovi movimenti e rumori ed essere così preparato al primo viaggio. L'ottimale per la meta del primo viaggio sarebbe raggiungere un pascolo favoloso!

Divertirsi insieme
I mammiferi apprendono durante il gioco perché è proprio nell’attività ludica che si sviluppano quelle emozioni positive che aprono il soggetto all’esperienza. Il cavallo non fa eccezione. Per apprendere è necessario concentrare la propria attenzione, esplorare, provarsi ed entrare in contatto con il mondo, allargare il perimetro dei propri spostamenti, ma solo le emozioni positive consentono questi comportamenti. Per questo è fondamentale evitare di impartire gli insegnamenti al cavallo strattonando, mettendolo in difficoltà, irritando la sua suscettibilità o addirittura facendogli provare paura o sofferenza. Se il cavallo si divertirà e scoprirà "qualcosa per lui" in ogni fase,  l’apprendimento è assicurato e le attività saranno volute e non dovute!

Andrea Montagnani

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