L'educazione del puledro

E-ducare significa letteralmente condurre fuori, in riferimento al potenziale di ognuno.
Per tirare fuori un potenziale è necessario che tra gli interagenti ci sia comunicazione e che ci siano rispetto e fiducia reciproci. Chi nella coppia ha il ruolo di far emergere il potenziale è in quel momento guida dell'altro in questo processo.

Ma educare significa anche saper essere: è la capacità di aprirsi allo scambio reciproco, di arricchirsi della diversità dell'altro, di offrirgli le giuste opportunità e le condizioni adeguate affinché possa esprimere liberamente sé stesso nell'adattarsi al meglio al mondo che lo circonda. E se questo mondo per il cavallo domestico è rappresentato dalla società umana, allora è precisa responsabilità di chi ha a cuore il suo benessere, fornirgli tutte le competenze e conoscenze necessarie per muoversi a proprio agio in questo ambiente.

L'educazione lo renderà libero.

Sarà poi il cavallo stesso a sviluppare le proprie potenzialità, proprio perché riconosciuto in quanto individuo.
Il cavallo è una creatura sociale esattamente come l'uomo e le specie sociali hanno una mente relazionale che dipende in tutto e per tutto dai legami che instaurano durante la loro vita.
Nell'educazione del cavallo, quindi, l'uomo è sempre parte integrante di un processo a doppio senso: educare presuppone entrare in relazione e senza relazione non può esserci scambio, né comunicazione, né fiducia.
Alla base del processo educativo esistono delle regole fondamentali da seguire.

1° REGOLA: non ci sono regole.
Esci fuori dalle righe. Liberati dagli schemi. Ogni individuo è unico e uniche saranno le relazioni che instaura e le modalità di interazione. Ogni cavallo ha la propria personalità che evolve costantemente in funzione del temperamento, delle esperienze vissute, dell'ambiente e delle relazioni sociali. L'educazione fa così riferimento alla naturale evoluzione di un sistema dinamico in cui le parti si integrano continuamente a ristabilire l'equilibrio.

2° REGOLA: la relazione è il punto di partenza, non di arrivo.
Senza ascolto attivo, senza empatia, senza comunicazione non puoi costruire alcun legame stabile. Senza relazione non c'è educazione. La relazione è pertanto presupposto indispensabile per poter iniziare un processo educativo.

3° REGOLA: dai fiducia per ottenere fiducia. Rispetta per ottenere rispetto.
Nei rapporti sociali l'omeostasi si raggiunge grazie ad un costante bilanciamento tra gli agenti. Ogni individuo si rispecchia nell'altro (neuroni specchio) e, per osmosi, le emozioni, i sentimenti, l'energia vitale scorrono attraverso di essi. Se desideri costruire un rapporto autentico con il cavallo, mettiti in gioco tu per primo e sii di esempio per il tuo partner.

4° REGOLA: elimina le aspettative.
Ascolta, osserva, aspetta, resta nel qui e ora. In ogni momento il cavallo comunica il suo modo di essere, le sue intenzioni, i suoi pensieri, le sue emozioni, i suoi bisogni, i suoi desideri. Prima di fare delle richieste, assicurati che tu stia rispettando l'individuo che hai di fronte, le sue esigenze, la sua storia.

5° REGOLA: accogli la sua diversità.
Ogni individuo è unico. Accetta il cavallo per ciò che è, accogli la sua vera natura ed il suo modo di essere. Lasciagli libertà di espressione, permettigli di tirar fuori la propria identità e far emergere i suoi punti di forza.

6° REGOLA: offrigli delle opportunità.
Un vero partner dà la possibilità ed il supporto per superare le difficoltà, non di evitarle. Offrigli l'opportunità di acquisire nuove competenze, di vivere esperienze diverse, di diventare flessibile, capace e quindi libero.

7° REGOLA: sii autorevole, non autoritario.
L'autorevolezza ti rende rispettabile, stimabile, degno di fiducia, leale, coerente. Garantisce al cavallo sicurezza, certezza nelle aspettative, tranquillità. L'autorità, invece, agisce attraverso la rigidità e la paura. Chiude i rapporti, limita il cavallo, crea sfiducia. Nelle relazioni tutto ciò che è rigido, inflessibile è destinato a fallire.

8° REGOLA: coinvolgilo.
Il tuo partner equino è prima di tutto un amico. E' parte della tua vita ed è parte di te. Esattamente come ti comporti con i tuoi amici umani, comportati con lui. Anche se comunicate in modo diverso potete raccontarvi a vicenda, trovare conforto l'uno nell'altro, divertirvi e imparare entrambi, ampliando i vostri orizzonti.

9° REGOLA: i piccoli gesti fanno una grande differenza.
Una coccola, un sorriso, uno sguardo, un saluto, un momento di gioco e condivisione, sono piccole attenzioni che fanno bene allo spirito, aumentano l'autostima, creano momenti di intimità, offrono sicurezza, sviluppano empatia. Il cavallo vedrà in te un punto di riferimento solido a cui rivolgersi e si sentirà più sereno.

10° REGOLA: sii presente.
Ogni volta che sei con lui, sii presente. Osservalo, ascoltalo, comprendilo. Vivi con lui ciò che vi circonda, vivi appieno ciò che fate insieme. Anche una semplice passeggiata si trasformerà in un'avventura.
Comunicazione autentica e sintonizzazione emotiva sono le basi di ogni relazione e creano armonia. Se c'è armonia nel sistema siete connessi l'uno all'altro e potete crescere insieme.

Articoli

Stereotipie e Dopamina

Perché un cavallo ticchia per ridurre la sua frustrazione? Perché proprio quel comportamento apparentemente inutile e dannoso? Per reagire allo stress, il cavallo altera il suo cervello in modo di trovare senso in azioni che non l'avrebbero, come le stereotipie. Si crea un finto mondo dove prova piacere per sopperire alla sua grave assenza in quello reale.

Di Rachele Malavasi, etologa e consulente scientifico SEE

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Gli effetti dell'uso dell'imboccatura

di Rachele Malavasi, etologa e referente scientifico SEE.

Il dibattito circa gli effetti dell’uso dell’imboccatura è uno fra i piú accesi in ambito equestre. La scienza dice la sua attraverso ricerche obiettive, che possono aiutarci a scegliere per il benessere del nostro amico cavallo senza lasciarci influenzare da una o l’altra corrente di pensiero.

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L'introduzione di un cavallo in un branco domestico

di Rachele Malavasi, Etologa e Consulente scientifico SEE

L’introduzione di un cavallo in un branco domestico è un processo complesso e delicato che non va preso alla leggera. Prima di introdurre un cavallo in branco bisogna informarsi accuratamente e, nel caso, affidarsi al supporto di un professionista, ed è comunque importante non comportarsi da autodidatta. Quali sono gli elementi da considerare?

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La relazione Etica con il Cavallo

di Andrea Montagnani, Formatore Nazionale di Equitazione Etica

Nell'arco della mia vita in molte occasioni durante i corsi di formazione o stage con istruttori di equitazione ho sentito spesso usare la frase "relazione con il cavallo" con significati molto diversi ma, se dovessi ricordarne uno, farei fatica.

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La marcatura emozionale

di Andrea Montagnani, Formatore Nazionale di Equitazione Etica

Le emozioni sono importanti componenti della mente perché rappresentano dei veri e propri marcatori delle esperienze vissute dal cavallo, nel senso che ogni nuovo evento può essere "agganciato" a emozioni piacevoli oppure spiacevoli in base a che tipo di emozioni ha suscitato in prima istanza quel particolare oggetto o situazione.

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Controllo del cavallo versus sviluppo del suo autocontrollo

"Preferisco investire il tempo nello sviluppo dell'AUTOCONTROLLO del cavallo, non nel controllo del suo movimento!"

di Andrea Montagnani, Formatore Nazionale di Equitazione Etica

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L'educazione nasce dalla Relazione Quotidiana

Allargare il piano delle conoscenze, impostare stili e abitudini, strutturare il carattere del puledro nelle sue risposte emozionali, rafforzare la memoria e le capacità cognitive, impostare un profilo fiducioso, calmo, aperto al mondo sono alcuni degli obiettivi che si possono raggiungere attraverso una corretta educazione.

di Andrea Montagnani, Formatore Nazionale di Equitazione Etica

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Il cavallo è "imbrancato"? ...e menomale!

I cavalli sono animali sociali che vivono in branco, organizzati in gruppi o bande. Ogni cavallo è per sua stessa natura imbrancato e guai se non lo fosse perché l'evoluzione naturale della sua specie l'ha selezionato così. Non è infatti concepibile per un equino, così come per un essere umano (per quanto alcuni talvolta lo auspichino, senza peraltro averlo provato), una vita equilibrata condotta in totale solitudine ed isolamento, neppure in uno sconfinato pascolo!

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Scarichiamo bene il cavallo alla longia prima di montarlo!

Visitando diversi centri mi capita ancor oggi di ascoltare discorsi sui cavalli del tipo "Devo farlo un po' stancare prima di montarlo, così si scarica un po'!" oppure "Lo metto in circolo così lo faccio sfogare", o ancora "Lo mando un po' in riserva perché è troppo carico".
I cavalli non sono pentole a pressione che vanno sfogate prima di essere aperte!

di Andrea Montagnani, Formatore Nazionale di Equitazione Etica

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Dominanza? No, grazie!

Il mondo dei cavalli è fatto di collaborazione, non di ubbidienza e tanto meno di scale gerarchiche e abitudini da caserma.
Le parole dominanza, gerarchia, comandi, rispetto, sottomissione hanno a che fare più con le proiezioni antropocentriche che non con le effettive logiche relazionali proprie della specie equina.

di Andrea Montagnani, Formatore Nazionale di Equitazione Etica

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L'educazione fisica del cavallo da un nuovo punto di vista

Educazione fisica significa in primo luogo conoscenza del proprio corpo.
Per il cavallo conoscere il proprio corpo vuol dire, da un lato, averne consapevolezza, dall'altro, sapere come muoverlo nello spazio con competenza e quindi possedere ampi schemi di movimenti che risultino familiari ed esprimibili in modo corretto, con precisione e destrezza.

di Andrea Montagnani, Formatore Nazionale di Equitazione Etica

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La Socializzazione primaria e secondaria

Il cavallo, per retaggio filogenetico, è un animale fortemente sociale ma deve sviluppare abilità e capacità che gli consentano di riconoscere come partner sociali sia gli altri cavalli (socializzazione primaria), sia noi umani (socializzazione secondaria) e imparare a interagire con loro con competenza.

di Andrea Montagnani, Formatore Nazionale di Equitazione Etica

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CAVALLI=PREDE E UMANI=PREDATORI?

Facciamo un po' di chiarezza su questo tema.
Quante volte hai sentito dire da istruttori e appassionati di cavalli che il cavallo è una Preda e noi siamo dei Predatori? Oppure il cavallo istintivamente ci teme perché ci vede come un predatore, odoriamo da predatori (specie se mangiamo carne) e abbiamo gli occhi frontali come i predatori?

di Andrea Montagnani, Formatore Nazionale di Equitazione Etica

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PERCHÉ NON UTILIZZIAMO L’IMBOCCATURA DURANTE UN'ESCURSIONE

La capezza con la sua longhina sono prima di tutto uno strumento di sicurezza per il cavallo ogni volta che ci si debba spostare insieme, sia all'interno dei centri equestri che in prossimità di strade, centri urbani o zone affollate, perché spesso, negli ambienti antropizzati (e di conseguenza non consoni alla natura degli equini), basta veramente poco per rischiare di coinvolgere il cavallo in un incidente mettendo a rischio persino la propria vita e quella altrui.

di Andrea Montagnani, Formatore Nazionale di Equitazione Etica

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SMETTI DI BRUCARE!!!

Quante volte durante un'escursione hai visto strattonare le redini, spesso anche attaccate ad un'imboccatura, per evitare che il cavallo si fermi a mangiare l'erba? Ogni volta che il malcapitato abbassa la testa verso un ciuffo prelibato ecco che arriva puntualmente lo strattone da parte dell'umano impaziente di procedere a passo spedito.

di Andrea Montagnani, Formatore Nazionale di Equitazione Etica

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Convegno “La relazione millenaria uomo-cavallo fra passato e futuro"

21 marzo 2016 - Università Cattolica di Milano
Successo del convegno incentrato sul futuro dell’equitazionetotalmente i posti dell’aula Magna della Cattolica di Milano. Tra i tredici relatori invitati dall’organizzazione a portare il proprio punto di vista, ben due esponenti della Scuola di Equitazione Etica (SEE) che ha la sua sede italiana a Moncigoli di Fivizzano: il responsabile nazionale della SEE Andrea Montagnani e la referente scientifica della scuola, l’etologa ricercatrice internazionale Rachele Malavasi.

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Il cavallo iperattivo

Ci sono cavalli che proprio non riescono a stare fermi vicino all'umano: saltano addosso, corrono all'impazzata, tirano alla corda e, perfino quando sono esausti, non si fermano perché la loro mente proprio non è in grado di tranquillizzarsi e fermarsi un attimo. 

di Andrea Montagnani, Formatore Nazionale di Equitazione Etica

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Stereotipie dei cavalli

Cosa sono le stereotipie?

Si tratta di comportamenti ossessivi compulsivi messi in atto dagli animali in modo ripetitivo e non funzionale e che non sono attuati con una finalità precisa.

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La posizione del cavaliere in discesa

Illustriamo in questo articolo la biomeccanica della posizione in discesa del cavaliere così come viene condivisa dalla Scuola di Equitazione Etica.

di Andrea Montagnani, Formatore Nazionale di Equitazione Etica

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L'Apprendimento nel Cavallo - Parte 2 - Abilitá cognitive nel giusto contesto

In questo secondo articolo della serie sull'apprendimento si parla di come il cavallo legge ed interpreta il mondo, e di come modifica i suoi comportamenti di consequenza.

di Rachele Malavasi, Etologa

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L'Apprendimento nel Cavallo - Parte 1 - Comportamentismo e cognitivismo

Due interessanti articoli per parlare di come i cavalli estraggono informazioni dal mondo e le elaborano, e del modo in cui l'equitazione ha (o NON ha) integrato queste capacitá nei suoi metodi. In questo primo articolo, le principali teorie dell'apprendimento.

di Rachele Malavasi, Etologa

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L'importanza delle emozioni nell'insegnamento

La vita emozionale del Cavallo è molto ricca e rappresenta una variabile basilare per la sua vita sociale e la sua relazione. Ma allora come si può insegnare al cavallo attraverso le emozioni positive?

di Andrea Montagnani, Formatore Nazionale di Equitazione Etica

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Una nuova chiave di lettura

Un paradigma è una chiave di lettura della realtà.

Nella storia dell'equitazione si sono succeduti tre paradigmi fondamentali. Il paradigma utilizzato per eccellanza nel passato è stato quello della dominanza legato alla teoria del capobranco e la sottomissione del cavallo.

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Ogni essere vivente ha necessità di comunicare per poter sopravvivere

Ogni essere vivente ha necessità di comunicare per poter sopravvivere.

Ogni momento trascorso insieme ai cavalli ci ha di certo insegnato che dobbiamo confrontarci con una comunicazione decisamente diversa da quella che abbiamo abitualmente con altre persone umane.

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Il cavallo da solo …è un cavallo triste!

“Cosa vuole di più il mio cavallo? Mangia ottimo fieno tutti i giorni, beve al suo beverino, dorme al caldo nel suo box di legno e ha a disposizione anche un paddock!" 
“Ho salvato il mio cavallo dal macello ed ora vive sereno e felice presso un maneggio ed ha ben 500 mq solo per lui. Cosa potrebbe desiderare di più?”

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Un codice etico sottoscritto dai professionisti di equitazione

L’Equitazione Etica non è per tutti, poiché non si tratta di uno sport o di una disciplina, ma è un vero e proprio stile di vita che richiede la condivisione di valori di rispetto del prossimo, di apertura verso l’altro, di accoglienza delle differenze individuali e di specie, di assenza di giudizio, di collaborazione inter ed intraspecifica, di umiltà, di disponibilità alla crescita e formazione continua.

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Il cavallo cognitivo: da Clever Hans ad oggi

Memoria, riconoscimento cross-modale, comunicazione intenzionale...sono solo alcune delle strabilianti abilitá cognitive che i cavalli possiedono e che usano soprattutto per mediare le relazioni nel branco.

di Rachele Malavasi, etologa

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L'Educazione del Cavallo - Le 10 regole fondamentali

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L'importanza delle parole

Le parole sono l'espressione di un pensiero, ma è vero anche il contrario: l'uso di una parola piuttosto che un'altra può condizionare il nostro modo di pensare e, di conseguenza, di agire.

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Il compromesso della cattività

Riteniamo sia importante chiedersi spesso cosa possiamo fare, noi esseri umani, per i nostri compagni equini che, volenti o nolenti, non hanno altra possibilità di vita che insieme a noi. Siamo infatti noi a scegliere loro, imponendo le nostre decisioni in merito ad ogni aspetto della loro esistenza e il viceversa è una possibilità non contemplata nel mondo reale.

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Certificato Medico per attività sportiva

Per fare un po' di chiarezza sulle certificazioni mediche richieste per lo svolgimento di attività sportiva, riportiamo qui di seguito le principali modifiche introdotte dal c.d. Decreto del Fare.

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Il Cavallo Etico - Senso di giustizia e moralità nel mondo animale

Proponiamo la traduzione di questo famoso articolo dal titolo evocativo di "Il Cane Etico" scritto da Marc Bekoff, famoso etologo e biologo evoluzionista per soffermarci a riflettere sull'evoluzione del senso di giustizia e della moralità nelle varie specie animali. In questo contesto sarà facile, con le dovute differenze, traslare i concetti esposti per una innovativa visione della specie equina "Il Cavallo Etico".

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L'ingaggio motivazionale

Sono fermamente convinto che i comportamenti dei cavalli non siano mossi esclusivamente da stimoli esterni ma ritengo che ciò che muove il comportamento siano le motivazioni interne presenti in ogni soggetto.

"Le foglie sono mosse dal vento", gli animali invece, come ben descrive il nome stesso, si muovono per una propria forza interna alimentata dalle motivazioni.

di Andrea Montagnani, Formatore Nazionale di Equitazione Etica

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